Per sette generazioni il pieghevole grande di Samsung è stato un libretto: stretto e alto da chiuso, quasi quadrato da aperto. Il Galaxy Z Fold8 rompe lo schema e adotta quello che ormai tutti chiamano formato passaporto — largo da chiuso, con un display esterno da 5,5 pollici in 10:16, e un interno da 7,6 pollici in 4:3. Il libretto non sparisce: si sposta sul Fold8 Ultra, che affianca questo modello e ne eredita la forma.

La domanda, quindi, non è quale dei due sia migliore, ma quale forma serva a quale persona. È il punto su cui convergono tutte le prove pubblicate al lancio, ed è anche il modo giusto per leggere i 2.099 euro di listino.

Il formato cambia il modo in cui si usa

Chiuso misura 81,9 × 123,9 × 9,7 mm e pesa 201 grammi: è il Fold più leggero mai prodotto da Samsung, e da chiuso è più spesso di un telefono normale ma non abbastanza da far pensare a un pieghevole. Aperto scende a 4,5 mm e si distende perfettamente piatto.

Il cambio di forma sposta le abitudini d’uso in modo misurabile. Sul Fold classico si stima un utilizzo intorno all’80% da chiuso e al 20% da aperto: si apre quando ci si siede. Sul Fold8 il rapporto si ribalta, con stime attorno al 60% da aperto, e la ragione è meccanica — una volta aperto è già in orizzontale, mentre il libretto va ruotato di novanta gradi. A questo si aggiunge una cerniera ridisegnata con un incavo per il dito: chi arriva dal Fold 7 segnala che l’apertura, prima faticosa e scivolosa, ora richiede una mano sola.

I guadagni concreti sono due, e nessuno dei due riguarda i video. Il primo è la lettura: pagine web, libri, email e documenti guadagnano larghezza, e in verticale il display interno si comporta come un lettore di ebook. Il secondo è la compattezza reale: entra nel taschino di una camicia, e in giro passa inosservato.

Sul multimediale l’aspettativa va calibrata. Un video in 16:9 occupa sul display interno più o meno la stessa area di un grande smartphone tradizionale; il vantaggio rispetto al libretto è che le bande nere sono molto meno invadenti, perché lo schermo è rettangolare invece che quadrato.

Display e piega: il salto vero

Entrambi i pannelli sono AMOLED LTPO a 120 Hz con 3.000 nit di picco, e le prove sono concordi nel definirli tra i migliori in circolazione. La novità che pesa di più, però, è sotto il vetro: la tecnologia Flex Titanium aggiunge due strati in lega di titanio che irrigidiscono il pannello e attenuano la piega centrale.

Il risultato è il punto in cui le valutazioni si dividono, e vale la pena riportarlo com’è: c’è chi la definisce praticamente invisibile, al punto da non notarla neppure passandoci il dito sopra, e chi la quantifica come “sette su dieci” — attenuata molto, ma ancora percepibile inclinando lo schermo contro una fonte di luce. Su una cosa concordano tutti: rispetto alla generazione precedente il passo avanti è netto, e da solo può giustificare il cambio per chi possiede un vecchio Fold e trovava la piega fastidiosa.

Un secondo disaccordo riguarda il trattamento antiriflesso. Due prove lo attribuiscono a entrambi i display, esterno e interno; una terza sostiene invece che il vetro esterno ne sia privo — sarebbe solo un Gorilla Glass Ceramic 3 — e che l’antiriflesso interno arrivi dalla pellicola applicata in fabbrica, con l’opzione di acquistare separatamente quella esterna. Chi compra per la resa sotto il sole diretto tenga presente l’incertezza. Sempre sotto luce forte, una prova condotta a Londra segnala che il display esterno riduce la luminosità per protezione termica, mentre un’altra girata sotto il sole di Milano lo giudica ottimo: la differenza dipende probabilmente da quanto il telefono stava già lavorando.

Prestazioni e autonomia

Lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy con 12 GB di RAM non è mai in discussione in nessuna delle prove: fluidità piena, gaming 3D senza cali di frame, riscaldamento contenuto anche in giornate calde. I rallentamenti segnalati sono di compatibilità, non di potenza — app che non gestiscono bene il passaggio da uno schermo all’altro, come Telegram, che va chiusa e riaperta.

La batteria è il capitolo che sorprende più del previsto. I 4.800 mAh con chimica al silicio-carbonio stanno in un corpo più sottile e compatto del modello precedente, che ne aveva 4.400. In tutte le prove consultate il telefono arriva a sera: i residui riportati vanno dal 20% al 35%, con circa sei ore di schermo acceso, e in un caso si parla di sei ore e mezza senza problemi. L’unica giornata che ha richiesto una ricarica extra combinava riprese in 8K, funzioni di intelligenza artificiale e navigazione in 4G.

La ricarica cablata sale a 45W — circa il 50% in mezz’ora, un’ora per il pieno — mentre la wireless resta a 20W. Qui c’è un limite che diverse prove segnalano con fastidio: niente magneti. Senza Qi2 magnetico, i supporti tipo MagSafe non agganciano, e la bobina posizionata in basso può non allinearsi con i caricatori verticali da auto.

Fotocamere: due, non tre

È il compromesso più netto, e nessuna delle recensioni prova a mascherarlo. Le fotocamere posteriori sono due, entrambe da 50 MP: principale e ultra-grandangolare. Il teleobiettivo non c’è, quindi lo zoom è solo digitale. Chi arriva da un top di gamma con un 3x dedicato farà un passo indietro proprio nel momento in cui spende di più.

Sulla qualità di ciò che resta, il giudizio è positivo ma senza entusiasmi: buone foto in condizioni normali, con la resa tipica Samsung — immagini equilibrate e pronte da condividere — e una tendenza a impastare quando cala la luce. Il video se la cava meglio delle foto, con registrazione fino all’8K, profilo log e LUT applicabili dalla galleria. La sintesi più onesta la offre chi lo ha usato come telefono principale: non è un cameraphone, ma va bene per la larghissima maggioranza di chi lo comprerà.

Va detto che il formato aiuta i selfie. Con lo schermo interno si scatta usando le fotocamere posteriori senza reggere un tablet davanti alla faccia, e questo è un vantaggio pratico rispetto ai pieghevoli a libretto.

I limiti che restano

Tre cose mancano, e conviene saperlo prima:

  • Nessuna modalità Flex. Il Fold8 non resta aperto a 90 gradi: il pannello tende a distendersi da solo. Chi appoggia il telefono sul tavolo per videochiamate o per guardare un video deve rinunciarci, o ripiegare sull’uso dello schermo esterno.
  • App non ancora adattate. È il problema più concreto nell’uso quotidiano. Instagram mostra bande nere nelle storie e taglia i reel nel feed; diverse app di magazine e marketplace, non ottimizzate per i pieghevoli, sul display grande mostrano paradossalmente meno informazioni di uno smartphone normale. Alcune, come il Financial Times, si adattano bene. È una questione di sviluppatori più che di Samsung, ma il conto lo paga chi compra.
  • Funzioni AI agentiche assenti in Europa. Le novità di One UI 9 legate a Gemini come orchestratore non sono disponibili nel mercato europeo per ragioni normative. Restano — e sono apprezzate — l’assistente alle chiamate con filtro anti-spam, trascrizione e riepilogo, la traduzione live e gli strumenti di scrittura.

Sul software vale la pena ricordare i sette anni di aggiornamenti Android e di patch di sicurezza: su un telefono da oltre duemila euro è una voce che pesa nel calcolo del costo per anno.

A chi conviene, e a chi no

Il listino parte da 2.099 euro per la versione 12/256 GB, sale a 2.299 euro per i 512 GB e a 2.699 euro per il taglio da 1 TB con 16 GB di RAM. Un dato di contesto utile: sono cento euro in meno del modello dell’anno precedente, in un anno in cui il costo delle memorie ha spinto al rialzo quasi tutti i listini. Restano comunque cifre da prodotto di nicchia, e le promozioni di lancio — coupon, sconti sui metodi di pagamento, permute — cambiano il conto in modo sensibile.

Ha senso per chi legge molto dal telefono, per chi vuole uno schermo grande senza portarsi dietro un mattone, e per chi ha trovato scomodi i pieghevoli a libretto: qui lo schermo esterno è utilizzabile per tutto, con una mano sola, senza sentirsi limitato.

Non ha senso per chi fotografa spesso a distanza, per chi usa il telefono appoggiato in modalità Flex, e per chi si aspetta che ogni app sfrutti i sette pollici interni: quel giorno arriverà, ma non è oggi.